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Tadasana, tra terra e cielo

By 2 maggio 2017 Nessun Commento

“Sono qui, a piè della civetta. Un monte grandiosamente bello con nevi perpetue e ghiacciai.
E la sera, quando il sole è già basso per il nostro mondo, illumina ancora di rosea fantastica luce le sue guglie”.
G. Carducci

Le montagne sono esempi di dignità e maestosità. L’ascesa di una montagna richiede forza e vigore. La montagna, simbolo del desiderio di trascendere il modesto io individuale, simboleggia anche purezza e assenza di egoismo.

Le montagne, snodo amoroso tra terra e cielo, sono il centro del mondo; con le loro vallate, le caverne, i corsi d’acqua sotterranei, ci raccontano come esse, per migliaia di anni, abbiano dato beneficio a tutti coloro che l’hanno abitate, contemplate, amate. Da esse, la coscienza si irradia in tutte le direzioni, come i fiumi che discendono lungo i loro fianchi rendendo fertili le terre.

Tutte qui le mie riflessioni a seguito di un meraviglioso passaggio sulle Dolomiti, tra boschi incantati e le nevi perenni della Mormolada. Un luogo elevato, potente dove le sacre montagne ambasciatrici della divina creazione mi hanno portata a sperimentare la pace, la meditazione, il respiro profondo che ti connette al Tutto, la discesa dentro me stessa, la sensazione di essere piccola e allo stesso tempo così immensa.
Contemplando queste vette, non ho potuto fare a meno di pensare anche al monte Meru; per gli indù, l’asse intorno a cui ruota il mondo, che immobile sta al centro del moto continuo e al monte Kailash; non una montagna qualsiasi ma la montagna, centro dell’Universo per i buddhisti tibetani, sacra per gli induisti perché residenza di Shiva, il Signore dello yoga. In questo sistema di percezioni e sensazioni stimolato da immagini radiose, tutto si è integrato: il mio viaggio di piacere con il cammino di una vita, il mio Dharma, retto, stabile e inamovibile come la struttura e l’energia di queste meravigliose residenze divine.

TADASANA, LA MONTAGNA

Il mio respiro, la mia stabilità fisica e mentale, la mia integrità, la mia dignità, tutto può essere così sostenuto, solido, profondo, come il profilo di una maestosa montagna. Riportando queste qualità in tadasana, a tutto questo mi ispiro.

“Nessuno può andare in cielo se la sua base non è ferma”.
B.K.Iyengar

All’apparenza la più semplice delle asana ma anche la più complessa e soprattutto la più importante. Le linee di tadasana costruiscono le linee fisiologiche e sottili di gran parte delle posture in piedi.
In tadasana il corpo è perfettamente immobile e allo stesso tempo assolutamente vigile.
Il peso sprofonda lentamente verso il basso richiamato dal cuore della Terra mentre una parte di noi si innalza maestosamente verso l’alto per collegarsi al cielo.

Quando pratico tadasana sono assorta in un turbinio di sensazioni che mi riportano alle virtù e qualità di tutte le vette; quelle viste e contemplate e quelle immaginate o sognate.

Rimanere eretta, ferma, concentrata sulla consapevolezza del corpo e del mio respiro. Muscoli, legamenti, ossa, e ancora equilibrio, immobilità e stabilità del corpo e della mente.

Posizionata in piedi, con il peso del corpo equamente distribuito al centro dei piedi, con gli occhi chiusi l’occhio della mente visualizza l’asse centrale immaginando un filo luminoso che dal vertice del capo mi solleva verso l’alto per poi scendere dritto per connettermi con la terra. Visualizzo i miei piedi come la base della montagna ed ecco che, subito mi viene di ancorare ancora di più le piante dei piedi a terra. Le mie braccia sono come le sponde della montagna e il capo come il vertice, questo mi aiuta a sentirmi parte di un disegno che rappresento con il corpo e che va ben oltre la fisicità.

Se rimango in questa posizione abbastanza a lungo, sento allentarsi la tensione dietro alle ginocchia e le anche aprirsi. Allungando bene la schiena verso l’alto, avverto la separazione delle vertebre lombari e la forza di gravità calamitarmi verso il basso, dalla vita fino ai talloni. Contemporaneamente il busto diventa leggero, libero allungato.

In questa posizione, comprendo il ruolo centrale della forza di gravità che, se accolta e assecondata senza la forza brutale e aggressiva di un muscolo compresso, mi permette di fluire senza sosta.
In tadasana, lascio che la forza di gravità si impossessi di tutto il mio corpo come se stessi per essere inghiottita dalle profondità della terra.

Se non oppongo resistenza il corpo diventa più pesante, l’abbandono è immediato e, a quel punto, sperimento l’immobilità perché sono certa che per chiunque sarà impossibile spostarmi.

Tutto questo, si trasferisce anche sul piano mentale ed emozionale; più stabile sarà anche la mia mente e le mie emozioni avranno modo di esprimersi con più equilibrio.

Prova anche tu a praticare tadasana con questo facile intento, sii partecipe della meraviglia più grande: il lungo bacio tra il cielo e la terra.

Annapurna Devi

Pace Amore e Yoga

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